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La Toscana in Europa (2011)

L’esposizione, curata da Luigi Cavallo fu organizzata nel 2011 dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Poggio a Caiano in collaborazione con la Provincia di Prato, con circa 45 opere in grado di analizzare l’excursus pittorico di Ardengo Soffici che, partito da Firenze nell’anno 1900, trascorse poi a Parigi sette anni di esperienze fondamentali per il complessivo svolgimento della sua attività, con esiti determinanti per l’orientamento moderno del nostro Paese.

La precoce esperienza di vita a Parigi, lo inserisce fra protagonisti come Apollinaire, Picasso, Braque, Rousseau, Max Jacob, Cendrars, Medardo Rosso. Con doppio ruolo, pittore e scrittore, ha così potuto aprire all’Italia lo sfondo di poesia e arte europea, in sintonia con Papini e Prezzolini, attraverso riviste molto seguite, Leonardo, La Voce, Lacerba. Nella grande stagione dell’avanguardia internazionale, 1908-1915, Cubismo e Futurismo lo vedono fra i maggiori innovatori del linguaggio espressivo, con Carrà, Boccioni, Severini. Dagli anni ’20, dopo la guerra combattuta in prima linea, il suo lavoro è di costante approfondimento dei valori di classicità e tradizione ripensati con spirito critico, consapevole della modernità, in un’ottica che anticipa altre cospicue tendenze, valori che egli definisce «realismo sintetico».

Un’occasione, questa, non solo per rinnovare il Museo, ma per approfondire ulteriori aspetti della vasta produzione dell’artista. Attraverso le opere in mostra si potè ripercorrere il processo artistico di Soffici ed accorgersi che quanto è avvenuto in Toscana nelle arti e nelle lettere durante lo scorso secolo, tra gli anni ’10 e gli anni ’50, lo ha visto spesso coinvolto in posizioni di rilievo.

Casolari

Casolari (1912-1913)

I dipinti e i documenti in mostra provenivano dalla collezione Vallecchi, dal Museo “Casa Rodolfo Siviero” di Firenze, dalla Fondazione Spadolini di Firenze, dalla Biblioteca Cantonale-Archivio Prezzolini di Lugano e da altre importanti collezioni.

Il percorso espositivo si è aperto con alcuni disegni eseguiti dall’artista fra il 1902 e il 1904 per le riviste francesi Frou-Frou, Gil Blas, Le Rire, e La Plume, seguiti da opere emblematiche come l’Autoritratto dell’Album di studi del giugno 1907 - Soffici non appena tornato, ventottenne a Poggio a Caiano, da quel momento si stabilirà definitivamente in Toscana, per non lasciarla più - il dipinto Scene della vendemmia, sempre del 1907 (dal Gruppo Banca Popolare di Vicenza) e Margherite del 1911, opera apprezzata da Picasso.

Nella sezione dedicata all’avanguardia, accanto alle opere del Museo che già si conoscono, è statp esposto Le Bagnanti del 1911, proveniente dalla collezione Vallecchi, memore della lezione delle Demoiselles d’Avignon, viste da Soffici nello studio di Picasso. Degli stessi anni, Mendicante, Le pont e Casolari, in cui si sente l’assimilazione delle scomposizioni cubiste apprese nel soggiorno francese e la straordinaria Scomposizione di piani di zuccheriera e bottiglia del 1913 (recensita da Roberto Longhi al momento della sua prima apparizione alla “Esposizione di Pittura Futurista” a Roma).

Nella sezione dedicata al paesaggio e alla natura morta erano esposte alcune importanti opere: Paesaggio a Chiavris (1916), Viottola (1925), Tramonto al Poggio (1925), Il Giardino dell’Ambra (1927), Casa del Pio (1940), Campo invernale (1943), in cui si riconosce lo stile inconfondibile del Soffici cantore della campagna e delle colline dove si svolse gran parte della sua vita.

L’arrivo di altri quattro olii dal Museo di Casa Siviero, attualmente chiuso per restauri, ha permesso un arricchimento importante in questa sezione dedicata al paesaggio (in mostra Casa di campagna, 1955; Paesaggio toscano, 1952), e si può godere anche, grazie alle belle nature morte, Vaso rosso con fiori (1929), Vaso giallo con fiori (1951), della poetica e della lirica che accompagnano, a partire dagli anni Venti, quella volontà in Soffici di tornare al vero e al reale.

Immagine

Scena di vendemmia (1908)

In questa occasione, a maggio 2011, il Museo Soffici si è arricchito di una nuova dicitura: “Museo Soffici e del ‘900 italiano”, in quanto l’intera civiltà letteraria e artistica del Novecento ebbe in Soffici un riferimento che il tempo e gli studi hanno confermato come un dinamico contributo di pensiero e di creatività, oggi patrimonio da valorizzare e tramandare.

L’iniziativa è stata la prima tappa di un percorso espositivo che si è concluso nel 2012 con una nuova mostra dal titolo Ardengo Soffici: l’Europa in Toscana.

La mostra è stata accompagnata da un catalogo bilingue (italiano-inglese) con un’estesa biografia dell’artista, approfondimenti e apparati critici, curato da Luigi Cavallo con la collaborazione di Luigi Corsetti e Oretta Nicolini.

Ha inaugurato la mostra Laura Soffici, figlia dell’Artista.